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Sesso, vizi e case chiuse. Come le prostitute imparavano l’amore

Sesso, vizi e case chiuse. Come le prostitute imparavano l’amore

La cura di una casa di tolleranza era un lavoro che richiedeva, oltre spiccate abilità gestionali, la capacità, da parte della maitresse, di capire e controllare le sue ragazze poiché erano loro a fare la fortuna o la rovina di una casa. Era necessario, dunque, istruirle e fornire loro un’adeguata e completa educazione sessuale prima di lasciare che si accompagnassero ai clienti.

Dovevano imparare a conoscere il proprio corpo, prima, e a stuzzicare il piacere loro e del cliente, poi. Proprio per questo venivano sottoposte ad un vero e proprio rito di iniziazione sessuale da parte delle prostitute più anziane che, a causa dell’età avanzata e di una avvenenza fisica ormai sfiorita, mettevano a servizio delle più giovani e inesperte il proprio bagaglio di esperienza e consigli, impartendo loro lezioni sulle più raffinate e sottili tecniche di seduzione e come rapportarsi con le varie tipologie di clienti.

«Al mio arrivo fui accompagnata in camera da letto dalla signorina Phoebe che, avendo notato una certa riluttanza a spogliarmi e rimanere in camicia davanti a lei, non appena la cameriera fu uscita, mi si avvicinò e cominciò a slacciarmi il vestito, incoraggiandomi a continuare da sola. Quando mi vidi con la sola camicia, arrossii di vergogna e mi affrettai ad infilarmi sotto le lenzuola, al riparo dai suoi sguardi. Phoebe rise e non passò molto tempo che si coricó al mio fianco. Aveva circa venticinque anni, secondo quanto dichiarava ma, stando alle apparenze, se ne doveva essere tolti almeno una decina, anche concedendole le devastazioni provocate da una carriera giunta ormai a quella fase, nella quale le professioniste come lei non possono altro che insegnare l’amore anziché praticarlo. 

La preziosa collaboratrice della mia padrona si era appena coricata accanto al mio fianco che, pronta com’era ad approfittare di qualsiasi occasione per stimolare la sua stanca lussuria, si girò verso di me: mi abbracció e bació con grande passione. Le sue mani si fecero estremamente audaci e vagarono su tutto il mio corpo accarezzandolo, palpando in modo tale che fui eccitata e sorpresa più che urtata o spaventata. Giacqui docile e passiva come lei poteva desiderare, mentre la sua intraprendenza suscitava in me l’emozione di uno strano e, fino ad allora, sconosciuto piacere.

Phoebe, alla quale erano noti e familiari tutti i gradi di libertinaggio, trovava nell’esercitare l’arte di iniziare le fanciulle una singolare soddisfazione per la quale non c’è spiegazione. Che genere di piacere provasse, non saprei dirlo; ma sono certa che fece sprigionare in me quella notte le prime scintille della mia infiammabile natura.

Quando Phoebe riacquistó quella calma dalla quale io ero ancora lontana, cominciò ad interrogarmi ad arte e, dalle mie risposte, schiette ed ingenue, non poté che prevedere il più completo successo per i progetti che la mia padrona aveva fatto su di me»

(John Cleland, Fanny Hill. Memorie di una donna di piacere)

Articolo di Carmela Corso

 

****** PROMO EVENTO ******

PALERMO A LUCI ROSSE. EROS, VIZI, PECCATI E CASE CHIUSE | Venerdì 4 agosto 2017 ore 20:45

>Infoline: 320 2267975

>Link: https://www.facebook.com/events/1950574895226751/?ti=cl

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